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UN TRATTO DI CAMMINO:

 

Fra Simone e la sua esperienza a Sacro Cuore

 

Un tratto di cammino mi è stato donato, un tragitto da affrontare che non conoscevo e non sapevo dove mi avrebbe portato. Non ho guardato la cartina geografica per trovare la strada, ho semplicemente camminato e ho scoperto che ci sono dei posti che sembrano fatti proprio su misura per te, ma tu non lo sai ancora, lo scopri gradualmente, proprio come aprire un regalo che non sai di preciso chi ha partecipato per fartelo, ma semplicemente  ti è stato donato con tanto affetto. La comunità del Sacro Cuore è stata per me un dono grande della provvidenza del Signore. Vorrei condividervi tre immagini che descrivono come ho vissuto questo periodo trascorso insieme. La prima immagine è quella del bambino che impara a leggere le note musicali e i loro valori…io mi sentivo così all’inizio come un bambino che impara ad ascoltare, a conoscere una nuova realtà, a guardare, ad esplorare e semplicemente a stare. La seconda immagine è quella della musica, l’arte dei suoni che messi insieme formano l’armonia, dando tinte e colori diversi. Queste sono le pagine che Dio scrive nella storia personale di ciascuno, storie che hanno suoni, tinte e colori bellissimi, unici come unici siamo agli occhi di Dio. Vedere persone che ci sono, si impegnano, si spendono e donano il loro tempo nelle varie attività della comunità è stato di grande esempio e stimolo per la mia crescita umana. La terza immagine è quella dell’esecuzione che è la riproduzione della musica che va interpretata con grande amore e sensibilità. Vivere e scoprire come un semplice saluto pieno di accoglienza è il suono che oggi Dio ha riservato per me ed ognuno di noi per far parte di un’esecuzione che ci è donata.  Questo è immagine viva, che non muore mai, perché esegue quello che è scolpito nel cuore, la musica di Dio che si riflette proprio qui in questo momento, in questo nostro cammino insieme, in questa nostra esecuzione per lodare e ringraziare il Signore Gesù e la sua Santissima madre Maria. Per concludere volevo invitarvi a lodare e a ringraziare il Signore Gesù insieme a me, il sei ottobre 2018 presso la Basilica di San. Antonio dove la mia professione di voti temporanea diventerà solenne ossia definitiva. Sarò frate per sempre.Vi ringrazio per aver camminato con me.

                   Fra Simone

 Mi piace pensare alla casa come il luogo delle relazioni; molto spesso quando una persona mi chiede di conversare la introduco in cucina più che in ufficio, proponendo di prendere un caffè o semplicemente un bicchiere d’acqua. La cucina dice familiarità, dice lo stare bene insieme, dice una certa confidenza e uno stile di condivisione. Nel Vangelo  troviamo che Gesù sale il monte e chiama quelli che egli volle ed essi andarono da lui e ne costituì 12 perché stessero con lui… crea una famiglia fatta di fratelli che, affascinati dal parlare e dalla proposta di vita di Gesù, decidono di vivere insieme. Mi piace oggi vedere Gesù che entra in una casa, non sappiamo in quale casa entra, non sappiamo se è una casa di una persona perbene o di un peccatore pubblico, non sappiamo se è stato invitato o se si è auto invitato. Ciò che sappiamo è che quella casa ha le porte aperte per Gesù e anche per molti che la affollano in quanto desiderano stare con Gesù. Gesù sembra parlare apertamente e schiettamente in quella casa, certamente parla dell’amore di Dio per ogni uomo, della sua predilezione per i piccoli e per gli umili, per i peccatori e per gli emarginati dalla società. Gli scribi, sentendolo parlare  dicevano: costui è posseduto da Beelzebul e scaccia i demoni per mezzo del capo dei demoni. Gesù e il suo modo di vivere fa paura a molti. La scelta radicale di essere nel Padre, la scelta di amore e di giustizia fanno paura. Probabilmente molte persone vicine a Gesù cominciano a non riconoscerlo più. Gesù non è solo il buon rabbi che ha parole di consolazione e di speranza, Gesù è il rabbi che chiede una presa di posizione nella vita, quella collocazione in Dio che ci fa amare quello che Dio ama e desiderare quello che Dio desidera, quella collocazione che ci chiede di assumere modelli di pensiero e di azione non conformi alla mentalità del mondo. La prospettiva di Gesù non è il buon vivere o il quieto vivere. Gesù sceglie per sè e per chi lo vuol seguire, la radicalità. Al giovane che chiede cosa deve fare per avere la vita eterna dice “va, vendi tutto quello che hai e dallo ai poveri, poi vieni e seguimi”. A chi desidera stare con Lui chiede di lasciare casa, campi, fratelli e sorelle, e in cambio promette cento volte tanto su questa terra, insieme a persecuzioni e alla vita eterna.Bella famiglia si crea attorno. Certo, da questa famiglia si autoescludono quelli che non desiderano un mondo diverso e chiedono un cambiamento agli altri, rimanendo fermi nelle loro abitudini e nella loro tiepidezza; mentre diventano fratelli e sorelle gente di Gesù persone comuni ma che portano nel sangue IL DESIDERIO DI FARE la volontà di Dio, che portano nel cuore l’avvento del regno di Dio.

 

Professione solenne di Fra Simone

 

 

Il Parroco è presente in ufficio parrocchiale

il martedì dalle 9,00 alle 11,00

e il venerdì dalle 9,00 alle 11,00 e dalle 15,30 alle 18,00

NUMERI UTILI:

Casa Canonica 049.600402                Parroco don Daniele 348.7444019

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Orario festivo Sante Messe al Tempio

di mattina: alle ore 8.00 e alle ore 10.00
di pomeriggio: alle ore 18.30

 

Numeri di cellulare

Numeri utili don Daniele: 348 7444019 Diacono Luigi Marega: 328 1570221