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Monsignor Elia Dalla Costa nasce a Villaverla, 14 maggio 1872 e muore a Firenze, 22 dicembre 1961) è stato un cardinale e arcivescovo cattolico italiano. Dopo gli studi teologici e filosofici compiuti presso i seminari diocesani di Vicenza e Padova, venne ordinato sacerdote il 25 luglio 1895 nel duomo di Schio; per più di un anno rimase a Villaverla, come cappellano del suo parroco ammalato. Divenne collaboratore del vescovo di Vicenza e poi docente di lettere nel Seminario di Vicenza. In seguito fu cappellano a Pievebelvicino e nel 1902 a Pozzoleone come parroco; infine il 10 novembre 1910 fu nominato titolare della parrocchia di Schio dove rimase per 12 anni. Il 25 maggio 1923 papa Pio XI lo elesse vescovo di Padova e fu consacrato il 12 agosto successivo. Il 19 dicembre 1931 fu promosso alla sede metropolitana di Firenze e creato cardinale presbitero del titolo di San Marco nel concistoro del 13 marzo 1933. Anche a Firenze si occupò dei seminari, unificandoli e creando il Seminario Minore. Compì ben quattro visite pastorali e celebrò due sinodi (1935 e 1946), che danno la testimonianza della sua infaticabile opera. Improntato a una certa austerità assieme a una calda paternalità fu molto amato dai fedeli. Non si compromise con il fascismo, anzi durante la storica visita di Hitler a Firenze del 1938 fece lasciare le finestre del palazzo arcivescovile chiuse e non partecipò alle celebrazioni ufficiali, spiegando a chi gli era vicino che non poteva accettare che si venerassero "altre croci che non quella di Cristo". Durante la Seconda guerra mondiale si adoperò attivamente per salvare la sua diocesi dalle devastazioni belliche e per allievare le sofferenze della popolazione. Senza aver timore di andare anche contro alla dittatura in onore alla difesa dei diritti sacri dell'uomo, protesse fuggiaschi e i deboli in generale. Di particolare rilevanza fu la sua azione a favore degli ebrei fiorentini o profughi a Firenze attraverso la creazione di un comitato clandestino la cui responsabilità egli affidò al sacerdote don Leto Casini. Inoltre collaborava con i monasteri di Assisi favorendo la produzione di passaporti falsi per gli ebrei che si trovavano in quel periodo nascosti nei conventi della città di San Francesco. Tra coloro che collaboravano a queste pericolose operazioni clandestine vi era anche il ciclista Gino Bartali, suo amico personale. Per il suo impegno nel periodo bellico Firenze proclamò Dalla Costa cittadino onorario. Nel 1947 però, vietava ai parroci di sposare i comunisti. Nonostante qualche iniziativa fuori tempo, viene soprattutto ricordato per l'amicizia con Giorgio La Pira, per la posizione favorevole verso il voto alle donne (omelia del 1945), mentre nel 1959 aprì le porte dell'Arcivescovado agli operai della Galileo caricati dalla polizia. Partecipò come elettore ai conclavi del 1939 e del 1958 (dal primo uscì eletto papa Pio XII, dal secondo papa Giovanni XXIII) e il suo nome venne sempre indicato nel primo tra quelli dei "papabili". Tra i suoi discepoli meritano una speciale menzione i sacerdoti fiorentini Silvano Piovanelli, Lorenzo Milani, Danilo Cubattoli, Ernesto Balducci, Bruno Borghi e Renzo Rossi che hanno avuto un ruolo importante nella storia della Chiesa fiorentina del XX secolo attraverso la loro missione di frontiera rivolta verso le classi più povere e disagiate delle periferie e verso i detenuti. Elia Dalla Costa morì nel 1961 e fu sepolto nella cattedrale di Santa Maria del Fiore: il 21 dicembre 1981 a Firenze, con il nulla osta della Congregazione delle Cause dei Santi, in occasione del ventennale della morte, si è aperto il processo diocesano di beatificazione.

Il Parroco è presente in ufficio parrocchiale

il martedì dalle 9,00 alle 11,00

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di pomeriggio: alle ore 18.30

 

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