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PROGETTO EDUCATIVO DEL CENTRO PARROCCHIALE "SACRO CUORE”

Introduzione

 

 Qual è la finalità dell'educazione? Educare a che cosa?

 È questo il punto da cui siamo partiti nell'avventura di redigere il Progetto educativo per il nostro Centro parrocchiale. Si dice: educare alla vita, alla maturità umana, alla fede. A volte si giustappongono questi aspetti, talaltra si contrappongono, persino si dividono. Ma è possibile separarli? Per rispondere a queste domande è necessario osservare che l'educazione fa riferimento a tutto ciò che è degno dell'uomo (il buono, il vero e il bello), in sintesi, al bene, a ciò che rende l'uomo persona, intesa non come individuo, ma come soggetto di un fascio di relazioni vitali.

Educazione come processo di crescita autonoma e come processo di socializzazione

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Educazione come accompagnamento personale

L'educazione va intesa come l'accompagnamento di un soggetto da parte di un altro, detto educatore, a riconoscere e sviluppare le potenzialità insite nella persona. Educare significa, riprendendo l'etimologia del termine, e-ducere, «tirar fuori» ciò che sta dentro la persona. Tale dinamismo richiede da parte dell'educatore esercizio di una "buona autorità ", carica di autorevolezza.

Che rapporto c'è dunque tra autorità ed educazione? Qual è il senso e la necessità della buona autorità nell'educare?

Il rapporto educativo rimanda originariamente al rapporto parentale padre/madre -figlio: l'autorità del padre e della madre così come l'autorità dell'educatore si esercita non per forza propria, ma è in sè testimonianza alla vita buona, alle infinite forme con cui si presenta nella storia della cultura e dell'oggi, perché in queste forme si rende presente qualcosa del mistero e della verità dell'esistenza. Se educare è «tirar fuori», ciò comporta che si indirizzi verso un qualche modello in cui il soggetto da educare, in primis il giovane, può e deve riconoscersi e può e deve scegliere come buono per sé. L'educatore allora non attira su di sé, non egemonizza, ma diventa un testimone, uno che attesta quel carattere buono e vero dell'esistenza, che è stato prima per lui stesso decisivo. Egli non deve temere di dire le proprie convinzioni, di attestare i propri valori, di offrire le proprie ragioni, perché egli sa che potrà trasmetterle solo nella forma della cordiale comprensione e della adesione personale da parte dell'altro. Ne derivano alcune conseguenze per l'intervento educativo:

- se l'educazione non è solo un compito tecnico, ma anche e soprattutto un compito etico, essa è legata alle "disposizioni morali" dell'educatore, cioè ai valori di cui si fa portatore (la dedizione personale e l'umiltà che deriva dalla consapevolezza di essere testimone di un bene più grande, attraversano la sua relazione educativa);

- se l'educazione ha a che fare con il compito etico, essa esige anche una competenza tecnica, psicologica e culturale, con la quale si procede a sciogliere tutti i blocchi che inibiscono la possibilità di accedere con libertà al bene e alla fatica storica di comprenderlo. Tutte queste caratteristiche fanno dell'educatore un "educatore autorevole ".

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Educazione come socializzazione culturale

 Educare significa insegnare i codici che presiedono alla comunicazione tra gli uomini, alla relazione tra Dio e l'uomo. A questo scopo provvedono varie istituzioni educative, in primis la famiglia, la scuola, la Comunità parrocchiale, ecc. In questo senso l'educazione è qualificata come apprendimento culturale, giacché è essenziale all'uomo, al di là del patrimonio di qualità di cui è provvisto dalla nascita (cioè dalla «natura»), anche un patrimonio di conoscenze e abilità, costituito dalla «cultura». Essa contribuisce alla formazione della coscienza di sé da parte del singolo, nel mondo e di fronte al suo futuro (è ciò che chiamiamo vocazione). Per questa ragione di ordine antropologico, la Chiesa non può non interessarsi profondamente della cultura, perché essa ha a che fare con il destino dell'uomo e con la sua identità personale. La cultura media inevitabilmente una certa idea di sé, del mondo e di Dio. Ma una propria visione culturale e, dunque, anche l'intuizione della propria vocazione e del proprio destino, non può considerarsi un prodotto pre-confezionato da prendere o lasciare, da trasmettere come un pacchetto di conoscenze e di abilità, bensì un itinerario da percorrere, una costruzione da realizzare, dove di fondamentale importanza è il ruolo di chi guida e aiuta nella realizzazione del progetto. Ecco dunque anche a questo livello l'importanza testimoniale di vita coerente che, in particolare il giovane, deve poter ricevere.

In un contesto di crescente frammentazione del sapere e dei patrimonio valoriale e di relativismo imperante, la sintesi culturale non può prodursi che come critica e integrazione di schemi interpretativi spesso contraddittori e non può avvenire che nel quadro di opzioni etico-religiose che devono favorire l'integrazione di questi frammenti. Lungi dall'essere un freno, la valenza etica dell'apprendimento culturale rende possibile l'integrazione, perché rende più coscienti e quindi più liberi di scegliere. Ciò che nell'azione educativa si trasmette in realtà è sempre (a diversi livelli, evidentemente) una visione della vita. E necessario che gradualmente questa visione sia assunta in modo critico, cioè in modo consapevole e libero. Pertanto la crescita culturale non può che essere al contempo crescita umana e religiosa e, in un contesto di umanesimo integrale, alla luce del Vangelo, si porrà sempre in vista di una maggiore capacità di dedizione esistenziale.

 

PRINCIPI ISPIRATORI E PRIORITÀ EDUCATIVE

 Il Centro parrocchiale si configura davvero come il luogo privilegiato per realizzare il compito educativo che esprime la pedagogia pastorale cristiana; è la Comunità cristiana infatti che si scopre responsabile della crescita di se stessa. Esso quindi, mediante la sua azione educativa, tende alla formazione globale della persona, all'interazione tra fede e vita: vuole condurre tutti, in particolare i giovani, a diventare uomini e donne secondo io Spirito di Gesù.

Nel Centro viene ricondotta ad unità la missione della Chiesa di offrire uno spazio in cui sperimentare la vita fraterna. Tutto ciò si compie alla scuola dei Vangelo: in questo sta la maturità umana e cristiana, nella sequela e nella imitazione di Colui che ci ha amati e ha dato se stesso per noi (cfr. Gai 2, 20). Tale azione si esplica a più livelli, pur nel tentativo di condurli tutti ad unità. Riteniamo così che l'educazione integrale della persona non possa prescindere dalla cura di questi tre livelli:

Livello etico-religioso

 Il Centro parrocchiale, nella sua proposta e nell'attuazione dei suoi programmi, non necessariamente parla in modo esplicito di Dio, della Chiesa e della vocazione, ma introduce ad una visione simbolica, aprendo obiettivamente lo spazio ad un livello etico-religioso, nel quale trova compimento l'affascinante avventura con cui ciascuno risponde "sì" al carattere buono e promettente della vita.

Livello psicologico

 Sul piano psicologico-affettivo, il Centro parrocchiale educherà a relazioni mature, libere, consistenti, basate sui valori della solidarietà, dell'amicizia, del "prendersi cura dell'altro", dell'accoglienza, del dialogo e del reciproco arricchimento, nelle dinamiche della promozione e correzione fraterna.

Livello culturale

 I1 Centro parrocchiale avrà cura di formare ogni persona che lo frequenta anche sotto il profilo culturale, considerando che l'uomo colto non è quello che sa di più, ma è quello che ha imparato molti linguaggi per comprendere la vita e per "dirsi" di fronte al mistero dell'esistenza.

 

ELEMENTI ISPIRATIVI DELLA FUNZIONE EDUCATIVA DEL CENTRO

L'ispirazione evangelica

 «La parrocchia continua ad essere il luogo privilegiato per la comunicazione del Vangelo e la formazione della coscienza credente; rappresenta nel territorio il riferimento immediato per l'educazione cristiana ad un livello accessibile a tutti [ ... J. Essa è animata dal contributo di educatori, animatori e catechisti, autentici testimoni di gratuità, accoglienza e servizio». (Educare alla vita buona del Vangelo, 41). Tutti coloro che operano nel Centro parrocchiale, devono ispirare la loro azione alla Parola del Vangelo e ai valori che la Chiesa da esso ricava per indicarli e offrirli ad ogni uomo, in quanto ne è custode ed interprete.

La ricchezza della proposta

 In ogni ambito, la chiarezza, l'essenzialità e la completezza della proposta sono indispensabili affinché l'educatore abiliti l'educando ad una maggiore libertà; la diversità dei metodi e degli strumenti praticati può essere un aiuto a far trovare a ciascuno non solo l'interesse e la passione per il percorso pensato per la sua formazione, ma anche il metodo di apprendimento più mirato sulla sua persona.

L'onestà intellettuale

 

Consiste non solo nel fornire le differenti visioni della vita, ma nell'aiutare a comprenderle, nell'accompagnare gradualmente ad un giudizio personale, senza scorciatoie rispetto alla ricchezza degli elementi in gioco, introducendo alla fatica necessaria per raggiungere un giudizio maturo e pacato.

La pazienza pedagogica

 È il criterio per distribuire i tempi e i momenti della maturazione, per avere riguardo alle fatiche personali di ciascuno, per aiutarlo a rielaborare persino il proprio fallimento, senza per questo ricorrere a comoda pigrizia o perdere il senso della meta e del progetto.

La pluralità...

 delle figure educative dei modelli e dei punti di riferimento non è solo importante come momento di identificazione, ma diventa fruttuosa quando le diverse figure convergono su un progetto comune, mettendo in luce diversi aspetti della maturazione della persona e della coscienza, allargando le prospettive e fornendo maggiori elementi di giudizio. A questo proposito non è concessa alcuna forma di "gelosia educativa" o di monopolio.

Queste sono le premesse sulle quali il Comitato, incaricato dal Parroco e dal Consiglio pastorale, ha concordato sin da subito e dalle quali ha preso le mosse per procedere nella redazione del Progetto educativo del Centro parrocchiale "Sacro Cuore ". Si è trattato di un lavoro appassionato che ha visto l'impegno di tutti i componenti i quali hanno profuso non solo la loro esperienza di cristiani e di educatori, ma anche le loro competenze professionali, cercando sempre di tenere lo sguardo fisso sulla realtà e sulle peculiarità della Comunità in cui il Centro è inserito. Abbiamo pensato di premettere al Progetto una sorta di sintesi in dieci punti, così da favorire l'approccio del lettore al testo completo o, qualora, non avesse la pazienza o il tempo per una lettura approfondita, da permettergli di poter almeno conoscere il cuore del Progetto.

Nel consegnare questo documento, non possiamo che provare un brivido e un certo senso di inadeguatezza. Ci consola quanto ci siamo detti sin dall'inizio: non riusciremo a produrre il miglior Progetto educativo ma almeno un punto di partenza, una piattaforma comune di valori e di principi ispiratori che dovrebbero sempre più fare dell'azione educativa del Centro un autentico servizio alla persona e aprire strade perché il Regno di Dio possa giungere ad un numero sempre maggiore di uomini e donne del nostre tempo.

Padova, 17 maggio 2011

 

Il Comitato per il Progetto educativo

Antonia Giuseppina Biolo,

Don Lorenzo Celi, Daniela Costa, Francesco De Maria,

Uberta de' Saraca, Luca Ferrari, Daniela Fumanti,

Don Vittorio Gobbin Parroco

Stefano Tonello, Christian Vania, Rosetta Venturini, Andrea Zella

 

Il Parroco è presente in ufficio parrocchiale

il martedì dalle 9,00 alle 11,00

e il venerdì dalle 9,00 alle 11,00 e dalle 15,30 alle 18,00

NUMERI UTILI:

Casa Canonica 049.600402                Parroco don Daniele 348.7444019

E-MAIL: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Orario festivo Sante Messe al Tempio

di mattina: alle ore 8.00 e alle ore 10.00
di pomeriggio: alle ore 18.30

 

Numeri di cellulare

Numeri utili don Daniele: 348 7444019 diacono Luigi Marega: 328 1570221