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PROGETTO EDUCATIVO DEL CENTRO PARROCCHIALE "SACRO CUORE”

Capitolo III°

 

AMBITI FORMATIVI

Il Centro cura la formazione dei bambini, dei ragazzi, degli adolescenti, dei giovani e di tutti i membri della Comunità che lo frequentano, mediante vari ambiti di azione e iniziative miranti all'esplicito annuncio della fede, all'educazione del rapporto con Dio e alla formazione delle coscienze. Queste attività sono: la catechesi, la liturgia e i sacramenti, le proposte di preghiera, l'ambito caritativo e missionario e quello culturale, socio-politico, le attività ludiche e sportive.

 

1 - La catechesi

Il Centro rappresenta lo spazio principale in cui la Comunità organizza e svolge la sua funzione di annuncio attraverso la catechesi, rivolta non solo ai fanciulli e agli adolescenti, ma anche ai giovani che già hanno ricevuto i sacramenti dell'iniziazione cristiana e agli adulti. Il percorso di educazione alla fede, infatti, non può mai considerarsi concluso e la Comunità ha il dovere di accompagnare tutti coloro che desiderano crescere nella conoscenza del mistero di Dio.

Obiettivi della catechesi

 La catechesi, con le altre attività formative ad essa connesse, raggiunge la sua finalità generale mediante il perseguimento di questi essenziali e fondamentali obiettivi:

a - sviluppo costante di una mentalità di fede: "Educare al pensiero di Cristo, a vedere la storia come Lui, a giudicare la vita come Lui, a scegliere e ad amare come Lui, a sperare come insegna Lui, a vivere con Lui la comunione con il Padre e lo Spirito Santo" (Rinnovamento della catechesi, 38).

b - formare atteggiamenti conseguenti, conformi al Vangelo, in modo tale che il cristiano sia segno sacramentale di Cristo nel mondo; la catechesi, in quanto incontro con la Parola di Dio, fa sorgere un impegno di costante conversione per una vita nuova in Cristo risorto  (cfr. Rinnovamento della catechesi, 52-53).

c - introdurre gradualmente alla conoscenza della Storia della Salvezza e dei contenuti principali della fede cristiana (Dio - Trinità, Gesù Cristo, la Chiesa, i sacramenti) e delle esigenze morali derivanti dalla vita nuova in Cristo. Tutto questo viene presentato non come astratta dottrina ma come insieme di realtà che gettano continua luce sulla storia e sulla vita di ciascuno e la interpellano continuamente (cfr. Rinnovamento della catechesi, 39-41).

d - Il conseguimento di questi obiettivi viene realizzato tenendo presenti alcuni aspetti o dimensioni che devono costantemente caratterizzare il cammino di Iniziazione Cristiana.dimensione ecclesiale: la vita cristiana a cui la catechesi educa è autentica se realizzata nella consapevolezza di appartenere ad una Comunità, la Chiesa (cfr. Rinnovamento della catechesi, 42-43-48).

      1) dimensione apostolica e missionaria: il cristiano che riceve il dono della vita nuova in Cristo Gesù, si sente impegnato a renderne partecipi gli altri, testimoniando, attraverso la carità, l'amore che Dio nutre per tutti. Fanciulli, ragazzi e giovani vanno perciò educati ad un vivo senso dell'apostolato tra i coetanei e i compagni di studio, di gioco o di lavoro; devono sentirsi impegnati nel collaborare, secondo le possibilità concrete di ciascuno, all'opera di annuncio del Vangelo ad ogni uomo, missione essenziale della Chiesa (cfr. Rinnovamento della catechesi, 47.49-51).

     2) dimensione liturgica: la catechesi, in quanto nel suo svolgersi fa costante riferimento alla liturgia, sia per quanto riguarda i sacramenti, sia per ciò che concerne i periodi e le feste liturgiche, educa alla partecipazione consapevole alle celebrazioni della Comunità cristiana (cfr. Rinnovamento della catechesi, 44-46).

     3) dimensione vocazionale: la catechesi, in quanto introduce i soggetti alla vita cristiana, educa alla ricerca del progetto di Dio sulla vita di ciascuno, del posto che ognuno deve occupare nella Chiesa e nella società; insieme all'atteggiamento di ricerca, mira a far nascere in tutti la disponibilità a Dio e al suo progetto, accolto con fiduciosa e gioiosa docilità, quando esso viene scoperto.

e - Dal parlare di Dio deve gradualmente scaturire l'esigenza e la capacità di parlare con Dio: la catechesi, almeno in forma essenziale, ha il compito di educare alla preghiera, personale e comunitaria.

Il Centro parrocchiale favorisce il perseguimento di questi obiettivi, offrendo un ambiente adeguato dove i soggetti della catechesi possano sentirsi accolti e trovare ciò di cui necessitano.

 

2 - La preghiera

a - Il "Centro parrocchiale" è anche "luogo di preghiera" che è complemento indispensabile della catechesi, nella formazione della vita di fede.

b - E cosa buona che i diversi gruppi vivano alcuni momenti di preghiera comunitaria.

c - E auspicabile la formazione di gruppi di preghiera che educhino al dialogo con il Signore e alla meditazione della sua Parola, specialmente durante i tempi forti dell'anno liturgico (Avvento e Quaresima).

 

3 - Liturgia e sacramenti

La Comunità deve trovare nella liturgia l'apice della sua vitalità, il punto di arrivo e di partenza di tutte le sue attività. Questo impegna la Chiesa locale a rendere sempre più trasparente la "vita" presente nelle celebrazioni perché la liturgia sia davvero il culmine verso cui tende l'azione della Chiesa e la «fonte da cui promana tutta la vita» (Sacrosanctum Concilium, 7.10). La liturgia è infatti la storia della salvezza in atto nell'oggi della Chiesa che prolunga nel tempo la missione di Cristo, fino a quando il progetto di Dio si sarà definitivamente compiuto (cfr. Cor 15,28). Perché i segni possano venire valorizzati nella loro portata educativa, è necessaria un'opportuna catechesi della celebrazione; non è possibile, infatti entrare "nell'evento", diventare protagonisti dell'incontro con Cristo vivo, senza un'introduzione alla comprensione dei vari segni attraverso i quali Dio si fa presente e si comunica all'uomo. Il senso della festa è giusta espressione dell'incontro gioioso con Cristo, che avviene nella liturgia, memoria della sua Pasqua, e deve  caratterizzare primariamente le nostre celebrazioni liturgiche. Le proposte dei vari gruppi e soggetti educativi operanti nel Centro parrocchiale dovranno essere armonizzate e rispettare i vari momenti celebrativi e i tempi liturgici, come "tempo del Signore e della Comunità".

 

4 - Ambito caritativo missionario

 La Chiesa è segno e strumento della piena comunione tra Dio e tutti gli uomini. Convocata nella liturgia, è poi inviata da Cristo a portare a tutti il Vangelo di salvezza: è questo il carattere missionario proprio della Comunità cristiana che si sposa con la testimonianza della Carità e della solidarietà fraterna.

Ai cristiani è affidata la gioiosa e grave responsabilità di "raccontare" la fede alle generazioni future, di presentare modelli di cristiani convinti, vivi ed entusiasti, e di dare il contributo della loro passione evangelizzatrice e innovatrice alla Comunità. Questo racconto/testimonianza è fatto di gesti concreti che si traducono in scelte di vita e proposte educative.

 

5 - Ambito culturale, politico e sociale

 Per il nostro stesso essere cristiani siamo chiamati, in quanto collaboratori, alla costruzione del Regno di Dio, ad adempiere i nostri doveri di cittadini fedeli allo spinto del Vangelo, secondo la vocazione di ciascuno; in tal senso l'impegno politico è riscoperto come specifica vocazione del laico cristiano. Il cristiano, animato da una solidarietà più vasta e dalla consapevolezza di non doversi sottrarre agli interrogativi delle situazioni, si muove nella storia tra memoria e profezia, carico dei problemi del proprio ambiente. Così la Comunità cristiana non si limita alla celebrazione della Parola di Dio, alla pratica sacramentale e alla catechesi, ma si apre alla testimonianza sul territorio, inteso come luogo nel quale si stabilisce il modo di abitare, di produrre, ecc.

Da ciò consegue che educare all'impegno politico rientra tra i doveri propri della Comunità, che aiuta a vivere la politica come servizio all'uomo, alla propria realtà, alla costruzione del bene comune e alla difesa della dignità della persona in ogni momento della sua esistenza.

La presa di coscienza della corresponsabilità nella gestione della città degli uomini, deve essere aperta ad ogni esigenza di questo servizio e comprende, quindi, sia l'impegno sociale (che trova una concreta realizzazione, ad esempio, nel volontariato), sia l'impegno politico che si concretizza attraverso scelte più articolate e nella presenza diretta anche dei giovani nelle istituzioni: circoscrizione e quartiere, scuola, servizi sanitari, comune, assistenza, amministrazione civica, cultura locale, ecc..

Il Centro parrocchiale si propone quindi anche come luogo di formazione ed educazione socio-politica, secondo i valori cristiani.

 

6 - Ambiti e strutture di carattere ricreativo e sportivo

 L'azione educativa del Centro, indirizzata alla formazione di una spiritualità che tenga conto della globalità della persona, passa anche attraverso le attività sportive e ludiche: il Centro diventa così "palestra di vita" dove chi lo frequenta viene educato alla socializzazione, al rispetto delle regole e alla solidarietà.

Il bar

a - Il bar del Centro è una risposta al bisogno dei ragazzi, dei giovani e degli adulti di incontrarsi in modo sereno, per occupare parte del tempo libero.

b - Il bar non è il Centro, ma una delle sue attività, nemmeno la più importante: il Centro non si identifica con il bar. Chi lo frequenta, ne deve usufruire nel rispetto delle finalità e della natura del Centro stesso.

c - In ordine alla gestione: il bar dev'essere affidato a persone sensibili ai valori educativi cristiani. Coloro ai quali viene affidata la gestione del bar sono considerati a tutti gli effetti, educatori. Pertanto, devono svolgere il loro compito sentendosi corresponsabili dell'azione educativa del Centro. Devono perciò tenere un atteggiamento di disponibilità e cordialità nei confronti di tutti, adempiere coscienziosamente ai doveri inerenti alla loro specifica funzione, usare un comportamento ed un linguaggio esemplari. E loro compito vigilare affinché il comportamento ed il linguaggio dei frequentatori del bar siano corretti e rispettosi sia delle elementari norme della buona educazione, sia delle convinzioni di fede di cui il Centro è al servizio.

d - Il Centro stesso non può porsi in alternativa ad attività di particolare importanza della vita della Comunità. Perciò, è doveroso che venga effettuata la chiusura del bar ogni volta che si ritiene necessario attirare l'attenzione verso particolari iniziative, soprattutto quelle di carattere formativo. Tale chiusura non ha scopo costrittivo ma educativo: vuol contribuire a far nascere una corretta mentalità circa il Centro e le sue finalità.

e - Il Consiglio Direttivo provvederà a redigere un apposito regolamento del bar e dell'uso degli accessori in esso presenti.

f - Gli orari di apertura e chiusura del bar vengono stabiliti dal Consiglio direttivo del Centro in accordo con i volontari.

 Il gioco e lo sport

 1) Il gioco come valore educativo

a - Il gioco è espressione tipica dell'uomo, soprattutto per l'età che va dalla fanciullezza all'adolescenza. E un valore che il Centro accoglie ed educa, non tanto come tecnica competitiva, ma come momento forte di socializzazione e mezzo di formazione.

b - E compito degli animatori preposti alle attività ricreative organizzare, in determinate circostanze, giochi "comunitari" che sviluppino la capacità di relazione.

c - Buona parte del gioco praticato nel Centro è di tipo spontaneo. Anche in questo caso è importante la presenza amichevole e vigile degli animatori.

 2) Sport

Particolare forma di gioco è lo sport. Esso, nel Centro, non può essere considerato attività fine a se stessa; va invece inteso come mezzo per lo sviluppo delle potenzialità psicofisiche e per la formazione a determinati valori, che stanno alla base sia della convivenza umana, sia della vita cristiana: lealtà, valorizzazione del corpo e delle proprie doti, rispetto delle capacità altrui, dominio di sè, spirito di sacrificio, rispetto dell'avversario, collaborazione.

Il Centro, soprattutto a questo livello, si impegna con grande investimento di energie a collaborare con i vari Gruppi sportivi che lo frequentano in modo continuativo o che chiedono ospitalità, anche temporanea.

Tale investimento è mirato a ribadire con forza e costantemente che tutti hanno diritto allo sport, anche i più deboli e i meno dotati; che va rifiutato un agonismo ad oltranza, in quanto pregiudica la lealtà nel gioco e il rispetto della persona.

Nella misura in cui lo si ritiene utile dal punto di vista educativo, vengono organizzati anche all'interno del Centro dei tornei, per le varie età. A coloro che vi partecipano, specialmente se adulti, deve essere fatto presente in modo chiaro e preciso lo stile secondo cui deve essere vissuta la competizione sportiva nel Centro. Sarà redatto perciò un regolamento da consegnare ai singoli giocatori. Gli organizzatori del torneo e gli arbitri devono mostrarsi particolarmente severi nell'esigere un comportamento corretto da parte dei giocatori.

Il sagrato: spazio di dialogo e di annuncio

 Gli educatori del Centro cercheranno di valorizzare lo spazio antistante la chiesa e il Centro stesso (sagrato), quale luogo privilegiato e propizio per avvicinare tutte quelle persone, specialmente giovani, che rimangono sulla soglia della Comunità e attendono che qualcuno si "accorga di loro". Ciò risponde pienamente alla funzione missionaria della Parrocchia, che dovrà sempre più non solo operare ad intra, ma anche ad extra, andando in cerca della pecora smarrita o, comunque, dimostrandosi aperta al dialogo e al confronto con chi sembra non voler entrare in contatto con la proposta cristiana o, addirittura, la osteggia.

 

7 - Attività teatrali, musicali, espressive, turistiche

a - L'educazione integrale della persona esige che si valorizzino le capacità espressive di ciascuno e si costruisca, specialmente nei giovani, una sana autostima.

b - Obiettivi

Tali attività

1) Sono occasione per creare nuove relazioni;

2) permettono la scoperta e la valorizzazione delle doti che ciascuno ha ricevuto in dono;

3) offrono la possibilità di un contatto più continuo e perciò maggiormente fruttuoso con gli animatori;

4) costituiscono, spesso, l'inizio di una partecipazione più attiva alla vita del Centro;

5) rappresentano un mezzo attraverso cui comunicare agli altri determinate convinzioni e, perciò, una forma di educazione al servizio e alla testimonianza.

c- È compito degli animatori preposti a queste attività perseguire con consapevolezza gli obiettivi sopraindicati e renderli chiari a coloro che vi partecipano.

E pure loro impegno fare in modo che anche la forma espressiva e l'allestimento delle attività siano il più possibile curati, al fine di evitare improvvisazioni inadeguate e poco responsabili.

d - Iniziative di carattere turistico.

1)  Obiettivi:

- Vengono effettuate per permettere ai ragazzi, ai giovani e alle famiglie di socializzare, nell'ambito di una cornice diversa da quella in cui si vive la vita quotidiana;

- devono comunicare l'idea che è possibile far coesistere momenti dedicati all'incontro con Dio con il tempo dedicato allo svago e al sano divertimento: Dio è Signore anche del tempo libero!

2)  Tali iniziative vanno però attuate solo se vi sono sufficienti garanzie riguardanti la sicurezza e la vigilanza, soprattutto dei minori.

 

8 - Attività estive

a - Loro obiettivo fondamentale è quello di educare specialmente i ragazzi e i giovani a vivere da cristiani anche la vacanza; offrono a coloro che vi partecipano la possibilità di armonizzare valori umani e cristiani, proponendo un'utilizzazione fruttuosa del tempo libero.

b - Il tema formativo dell'esperienza viene concordato dall'animatore spirituale con gli animatori, con i quali si incontra per analizzare la traccia del cammino, da lui eventualmente predisposta, per svilupparla nel modo più opportuno.

c - Il programma di massima di queste esperienze viene portato a conoscenza di coloro che intendono parteciparvi, in particolare dei genitori dei ragazzi e dei giovani che vi prenderanno parte.

d - Nel corso dell'esperienza, la prima testimonianza che gli animatori offrono ai partecipanti è la comunione tra loro e la condivisione di ogni esperienza con spirito di servizio e di corresponsabilità.

e - Ogni persona che contribuisce alla realizzazione dell'esperienza, qualsiasi servizio compia, deve agire in collaborazione e comunione con l'animatore spirituale e le altre figure educative.

f - Durante il cammino, animatore spirituale e animatori si incontrano per verificare l'andamento dell'esperienza. Un incontro di verifica globale va effettuato anche al termine di essa.

g - Il tipo di attività estive da realizzare viene stabilito di anno in anno, secondo l'opportunità.

 

9 - La collaborazione fra diversi Centri parrocchiali

 Si promuovano occasioni periodiche di incontro e di progettazione congiunta con i Centri delle Comunità limitrofe: ciò consentirà il costante confronto e l'integrazione tra modelli di Centro diversi; aiuterà gli animatori e coloro che frequentano il Centro ad aprire gli orizzonti dei propri schemi mentali, a mettere in comune esperienze educative e favorisce l'integrazione delle diversità.

Il Parroco è presente in ufficio parrocchiale

il martedì dalle 9,00 alle 11,00

e il venerdì dalle 9,00 alle 11,00 e dalle 15,30 alle 18,00

NUMERI UTILI:

Casa Canonica 049.600402                Parroco don Daniele 348.7444019

E-MAIL: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Orario festivo Sante Messe al Tempio

di mattina: alle ore 8.00 e alle ore 10.00
di pomeriggio: alle ore 18.30

 

Numeri di cellulare

Numeri utili don Daniele: 348 7444019 diacono Luigi Marega: 328 1570221