Domenica 30 Agosto e Domenica 6 Settembre 2026 - 19

… Perché abbiamo la vita e l’abbiamo in abbondanza
Gv.10,10
1 settembre : Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato
Il dono della vita piena promesso da Cristo è il pilastro della vocazione a costruire una civiltà dell’amore. Tuttavia, in un mondo ferito da conflitti, accogliere questa promessa richiede di comprendere la vera pace. Come ricorda Papa Leone XIV, non si tratta di una tregua superficiale, ma di una realtà profonda che scaturisce dall'amore perenne di Dio per ogni persona.Per custodire questo dono dobbiamo guardare dentro di noi: il degrado ambientale e l'orrore delle guerre nascono proprio dai conflitti interiori e dai desideri distorti del cuore umano. Di fronte a questo disordine, le armi si rivelano inutili. Gli unici strumenti evangelici capaci di trasformare il mondo sono la verità, il dialogo, la giustizia e la misericordia. Solo attraverso questi frutti, nati da cuori plasmati dal Vangelo, la vita in abbondanza può fiorire e rigenerare il creato.

«Fratelli e sorelle, nostro Signore Gesù Cristo è venuto nel mondo perché abbiamo la vita e l’abbiamo in abbondanza. Tale dono è al centro stesso della nostra missione di discepoli e della nostra vocazione comune a costruire una civiltà dell’amore. Mentre celebriamo questa Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato, siamo invitati ancora una volta a contemplare il dono della vita e ad avere a cuore la terra che la sostiene, rendendo così concretamente lode al nostro Creatore. Siamo testimoni, oggi, di varie crisi e di tanta sofferenza umana. Al tempo stesso, sembra che si stia accelerando la distruzione dell’equilibrio armonioso della creazione. Questi fenomeni non sono slegati; costituiscono un’unica invocazione di guarigione e di pace che sale da un mondo ferito.Il Dio della vita, che si è rivelato in Gesù Cristo, offre una pace che il mondo non può dare: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace» (Gv 14,27). Essa non è né superficiale né fugace; scaturisce dall’amore perenne di Cristo e dalla sua cura per ogni persona umana. Eppure questa promessa di pace è in netto contrasto con le realtà che vediamo in varie parti del mondo. Il profeta Isaia ha parlato di un tempo in cui le nazioni «spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri» (Is 2,4), trasformando ciò che distrugge la vita in qualcosa che la sostiene. Oggi, però, vediamo troppo spesso accadere l’esatto contrario, mentre gli sforzi continuano a essere orientati alla violenza e alla guerra. La guerra produce ferite che vanno ben oltre il campo di battaglia. Miete vittime, lacera famiglie e costringe milioni di persone a lasciare le proprie case, alimentando paura, ingiustizia e divisione (GS. 77-82); lascia dietro di sé una distruzione sociale ed ecologica che dura per generazioni. L’interazione tra conflitti armati e degrado ambientale, inoltre, crea spesso un circolo vizioso che distrugge gli ecosistemi, contamina risorse essenziali come l’aria e l’acqua e mina la sicurezza alimentare. Il che alimenta povertà, disuguaglianza e nuove tensioni sociali, che possono contribuire, a loro volta, all’insorgere di ulteriori conflitti. Per di più, la guerra infligge ferite che danneggiano l’intero tessuto vitale, colpendo non solo le singole persone e le comunità, ma anche la loro più ampia rete di relazioni con l’intera famiglia umana, e la loro armonia con il creato. Essa rivela un fallimento profondo nel vivere a immagine e somiglianza di Dio, nel rispettare la vita e nel prendersi cura della terra che ci è affidata. Non è solo un fallimento politico, ma anche morale e spirituale. Radicata in desideri distorti e in un uso sbagliato della libertà e del potere umani, la guerra si erge a contro-testimonianza del Vangelo della pace. Le crisi menzionate richiedono, oltre che responsabilità, anche una conversione del cuore, che fruttifichi in una più profonda fedeltà a Dio, in amore reciproco e in rispetto per il dono del creato. Di fatto, le disarmonie che vediamo nel mondo, come la violenza, l’ingiustizia e il degrado ecologico, non sono semplicemente il risultato di sistemi o strutture imperfetti; essi «si collegano con quel più profondo squilibrio che è radicato nel cuore dell’uomo». In realtà, è il cuore umano il luogo in cui si svolgono le lotte più profonde e in cui si rivela la nostra condizione decaduta. Esso, oltre che la sede delle emozioni, è il centro della persona, in cui convergono ragione, desiderio, volontà e coscienza. È lì che combattiamo con le voglie contraddittorie che ci abitano, amore e indifferenza, verità e illusione, giustizia e ingiustizia (Gc 1,14-15). Le ferite della guerra e il degrado della terra, perciò, sono profondamente legati alla condizione del cuore umano. I conflitti che tormentano l’umanità sono per molti versi espressione esteriore di contrasti e divisioni interiori. Quando il cuore è traviato, le relazioni ne soffrono e le strutture che costruiamo cominciano a riflettere tale disordine.(…) Per costruire una società pacifica, non dobbiamo solo riformare le strutture, ma anche rinnovare i nostri cuori. Le cause più radicali di conflitto e lo sfruttamento del creato sono conseguenze di una crisi etica e culturale che include la perdita del senso del limite, il desiderio di dominio, la ricerca di profitto immediato e l’incapacità di riconoscere la dignità che Dio ha donato a ogni persona umana.
…Ma dove i cuori si rinnovano, si cominciano ad aprire nuove possibilità. Ciò che è stato usato per la distruzione può essere reindirizzato verso la vita, per la cura dei poveri, il nutrimento degli affamati e la salvaguardia del creato. Questo è il cammino di un’autentica conversione ecologica, in cui gli effetti dell’incontro con Gesù Cristo si manifestano con evidenza nel rapporto con il mondo che ci circonda (Laudato si’, 217). La pace, quindi, comincia nel cuore e si riflette all’esterno nelle nostre relazioni, nelle comunità e più ampiamente nel mondo…il Signore non ci lascia privi dei mezzi di guarigione e di trasformazione. Al posto delle armi da guerra, il Dio della pace ci dona la forza di guarire, riconciliare e costruire una civiltà dell’amore. In questo modo siamo chiamati a tutelare i molti “ecosistemi” che ci sono stati affidati: del creato, delle relazioni umane e del cuore stesso dell’uomo. Immaginiamo un mondo in cui le energie attualmente impiegate nella guerra siano destinate allo sviluppo umano integrale, al superamento della povertà, alla difesa della dignità umana e alla riconciliazione tra i popoli divisi. Una visione del genere riflette la fede nell’avvento del Regno di Dio.
I veri strumenti per costruire la pace non sono le armi di distruzione, ma piuttosto la verità, il dialogo, la pazienza, la bontà, la giustizia, la misericordia, la comprensione, la cura e l’amore…»
Papa Leone XIV 15/08/26


Sante Messe e momenti di preghiera nella settimana
| Tutti i giorni feriali | |
| Ore 7,00 | Ufficio delle Letture e delle Lodi mattutine |
| Ore 18,00 | Santo Rosario |
| Ore 19,00 | Canto del Vespro |
|
Tutti i giorni feriali: dopo la Messa alle ore 19.00, canto del Vespro |
| Lunedì | 31 |
Ore 18,30 |
per la pace nel mondo |
| Martedì |
1 |
Ore 18,30 |
def. Galante Nicola; def. p. Jean Jacques Bakon def. p.Franco Bartolomiello |
| Mercoledì | 2 |
Ore 18,30 |
def. Antonio; def. Miotto Renzo e Scantamburlo Marta |
|
Giovedì |
3 |
Ore 16,00 |
Adorazione Eucaristica e Confessioni fino alle ore 22,00 |
|
Ore 18,30 |
per le vocazioni ai ministeri ordinati |
||
|
Venerdì |
4 |
Ore 18,30 |
def. Malaspina Piergiorgio |
| Ore 23,30 | partenza dal sagrato per l’Adorazione nella chiesa di via S. Lucia | ||
|
Sabato |
5 |
Ore 10,30 |
Battesimo di W. Tissera Heily di Pramod e Thilini BENVENUTA!! |
| Ore 19,00 |
deff. Babetto Bruno e Rosa; def. Greggio Maria deff. Ricciardi Angela ed Enrico; deff. Cavinato Mario e Buischio Letizia |
||
|
Domenica XXIII° Domenica del T.O. |
6 |
Ore 8,00 |
deff.Famiglie Martellato - Baldan |
|
Ore 9,45 |
per la comunità |
||
|
Ore 19,00 |
def. Rita |
||
| Lunedì | 7 |
Ore 18,30 |
per tutte le FDZ defunte e per le vocazioni |
|
Martedì Natività della BVM |
8 |
Ore 18,30 |
def. Formisano Fernando In memoria dei volontari delle sagre e benefattori defunti |
| Mercoledì |
9 |
Ore 18,30 |
deff. Babetto Giancarlo e genitori def. Favaron Adriana; def. Marangoni Piergiorgio |
|
Giovedì |
10 |
Ore 16,00 |
Adorazione Eucaristica e Confessioni fino alle ore 22,00 |
| Ore 18,30 | deff. Miozzo Denis e Sante | ||
|
Venerdì |
11 |
Ore 18,30 |
def. Udilla; deff. Luisetto Luigi – Brasola Maria Letizia deff.Case Antonio - Chiarotto Tosca |
| Ore 23,30 | partenza dal sagrato per l’Adorazione nella chiesa di via S. Lucia | ||
|
Sabato ss.mo Nome di Maria |
12 |
Ore 19,00 |
deff. Sartori Giovanni e Greggio Zoe def. Antidormi Giovanni; Ricordiamo i ns. sacerdoti defunti: don Vittorio Gobbin (1° ann.), don Delfino, don Giuseppe, don Paolo Rosso, don Cesare
|
|
Domenica XXIV° Domenica del T.O. |
13 |
Ore 8,00 |
per la comunità |
| Ore 9,45 | per la comunità | ||
| Ore 11,30 |
Battesimo di Gaia Parpaiola BENVENUTA!! |
||
| Ore 19,00 | per la comunità | ||


AGENDA DELLA COMUNITA'
CARITAS - Centro di Ascolto
– orario ESTIVO:
mercoledì 09/09/26 dalle 16.00 alle 18.30
e
mercoledì 30/09/26 dalle 16.00 alle 18.30
Per app.ti telef. al n. 331 1769934

Second Hand - Mercatino solidale:
in vista della sagra proponiamo una raccolta di oggetti , in patronato
► Domenica 06/9 dalle 09.00 alle 12.00 - vedi volantino

CONCERTO D’ORGANO:
● sabato 12 settembre in memoria di don Vittorio Gobbin, ad un anno dalla sua salita al cielo.
Per lui e i sacerdoti che hanno fatto crescere la nostra Comunità parrocchiale celebreremo anche una messa in suffragio, sempre sabato alle ore 19.00


- Dettagli
- Pubblicato: 16 Agosto 2026
- Creato: 16 Agosto 2026
- Ultima modifica: 01 Settembre 2026























Sacro Cuore Padova
Sacro Cuore Padova
Diocesi di Padova











