Luigi diacono tra noi...
Carissimi, sono Luigi Marega, diacono Luigi. Sono nato a Treviso nel dicembre 1959, abito a Vigodarzere da 50 anni, sono sposato da 30 con Stella, ho due figli, Pietro di 26 anni e Maria di 24, entrambi studenti. Sono stato ordinato diacono il 10 gennaio di quest'anno con altri quattro amici, compagni di viaggio. Con piacere ho accettato la proposta del Vescovo Antonio di affiancare, nelle modalità del mandato, il parroco don Daniele in questa bella comunità cristiana cittadina. E' un pò difficile parlare di se stessi, presentarsi a delle persone che non si conoscono, ad una comunità che non si conosce. I vostri volti, i vostri nomi diventeranno per me familiari fra un po' di tempo, ma da subito sento di essere parte di voi avendo spezzato e condiviso lo stesso pane; bevuto dallo stesso calice, partecipando in Cristo alla comunione delle nostre stesse vite. Mi sento parte integrante di questa comunità di Sacro Cuore che si esprime nella ricerca dell'unione con Cristo e la rivelazione della Sua Persona: il Dio fatto uomo che è dono di amore. Oggi noi siamo qui a fare esperienza di questo Amore Donato, un Amore che ci rinnova e trasforma la nostra vita. Scrivevo nella domanda di ammissione al cammino: "posso dire che la mia spiritualità ha una accentuata propensione al servizio pastorale che si manifesta in parrocchia. Sento una disponibilità alimentata dalla passione e dalla Carità, quella che San Paolo esalta nelle sue azioni (2Cor. 5,14-15) e la esprime dicendo "L'Amore del Cristo ci spinge - Egli è morto per tutti, perché quelli che vivono non vivano più per se stessi, ma per Lui che è morto e risorto per loro"...
Sento che il diacono è il cristiano che vive l'ansia della testimonianza nel servizio e nella predicazione; la sua presenza nella comunità parrocchiale e nel mondo non è solo testimonianza di fede, ma segno dì Grazia che riguarda tutti, in una chiesa che è madre. Alcuni aspetti che mi affascinano e che tento di vivere sono: il senso della Chiesa allargata, la responsabilità condivisa che si esprime nella disponibilità e nella dedizione; la preghiera, che assume uno stato universale non più legato al piccolo orizzonte. Molte domande affiorano alla mia mente quando penso al mio ruolo nella Chiesa .... La ricerca della Verità avviene attraverso l'ascolto di Gesù Cristo attraverso la sua Parola, la comunione con la Chiesa, con il vescovo, i sacerdoti, il padre Spirituale, la comunità parrocchiale "grembo che genera alla fede" e la conoscenza...
diacono Luigi Marega
Telefono: 3281570221 E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Diacono, segno e strumento di Cristo Servo
Carissimi, probabilmente molti di voi, dieci anni fa, quando sono arrivato qui al Sacro Cuore, si sono chiesti: "Ma chi è un diacono? Cosa fa? Un prete sposato? Una sorta di cappellano?" In effetti, la figura del diacono era qualcosa di nuovo per questa comunità, e non è stato semplice all’inizio presentarsi e farsi conoscere. Ma proprio per questo voglio ringraziarvi: mi avete accolto con calore e mi avete fatto sentire a casa. Un grazie particolare a don Daniele, che ha aperto le porte e il cuore, donando quella fraternità familiare che dà sicurezza e fiducia.
Con il tempo, credo che abbiate capito che la vera domanda non è tanto: “Cosa fa il diacono?… ma piuttosto: “Chi è il diacono?” Cos’è il diaconato?
Il diacono è colui che con la propria vita ricorda alla Chiesa che ogni forma di guida, anche quella del presbitero e del vescovo, è prima di tutto servizio. È colui che aiuta a vivere la guida e la presidenza nella logica del Vangelo, cioè con lo stile del Cristo Servo (Lc. 22,27); in questo la sua stessa esistenza nella Chiesa è annuncio Evangelico. Il diacono si caratterizza per una sua storia personale, con una vocazione adulta che si riconosce e vive in continuità con la vocazione al matrimonio o alla vita celibe… felicemente sposato da 40 anni con Stella, abbiamo due figli anch’essi sposati.
Nella Chiesa le vocazioni al matrimonio, al ministero ordinato (diaconi, presbiteri, e vescovi) alla vita consacrata (frati, suore, monaci ecc.) non sono disgiunte ma intersecate; i membri sono connessi nella Chiesa grazie al battesimo e tutte sono messe in relazione (cf. Cantelmi).
Il diacono custodisce e stimola nella Chiesa proprio questo spirito di servizio, vigila affinché la comunità non si chiuda in se stessa, ma resti aperta, accogliente, capace di tendere la mano a chi è sulla soglia, a chi è fuori, a chi cerca Colui che è Via Verità e Vita.
Il suo è il ministero della soglia, di confine tra la chiesa e il mondo, una connessione tra “l’altare e la piazza”, uomo del servizio che non si lascia né clericalizzare, né laicizzare. Conserva la sua indole di ponte tra la Chiesa e il mondo costruendo un legame tra le esigenze della Comunione e della missione, come una sorta di tessuto connettivo.
Nel suo ministero cerca di prevenire le derive estreme che a volte identificano la Chiesa… la comunità come una sacrestia clericalizzata oppure come una azienda efficiente e laicizzata, ecco il Servizio è proprio quello di rendere la Chiesa una Famiglia dei fratelli di Gesù che invocano nello Spirito l’unico Padre e hanno lo sguardo rivolto a tanti altri fratelli che abitano o sostano sulle soglie o sono fuori casa perché non accolti (Mt 25,31-46)
Quanto più la comunità annuncerà questa forma familiare aperta, tanto più capirà e apprezzerà il diaconato e crescerà divenendo missionaria e profetica,
Il diaconato, allora, è un dono prezioso. Quello del diacono non è un ruolo, né un incarico conquistato con le proprie capacità: è una vocazione, un dono di Cristo alla Chiesa per risvegliare in tutti noi il senso del servizio, della carità concreta: tre pani che sono la Parola, l’Eucaristia, la Carità, da distribuire a tutti, a cominciare dagli ultimi con lo stile del buon samaritano (Lc 10,25-37) con l’attenzione particolare a chi è nel bisogno, per far crescere la Comunità cristiana in comunione nella bellezza della preghiera e della liturgia capace di ascoltare Cristo che dice “l’avete fatto a me”. Ero povero e mi avete vestito, avevo fame, avevo sete e mi avete dato da mangiare, da bere…
In fondo, il diacono è semplicemente questo: un segno e uno strumento di Cristo Servo, che ricorda alla Chiesa la sua vocazione più profonda: essere per gli altri, non per se stessa. Ricordiamoci nella preghiera.
Vs. aff.mo diacono Luigi Marega

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- Pubblicato: 14 Maggio 2015
- Creato: 14 Maggio 2015
- Ultima modifica: 27 Settembre 2025














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